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Cyberbullismo, sexting, uso di droghe e telefonini: formare i professionisti della salute e informare i genitori e i ragazzi

 

Rivolto apediatri di famiglia, medici di medicina generale, operatori dei servizi per la famiglia, l’infanzia e l’età evolutiva 


Secondo l'ultimo rapporto dell'Istat “Il Bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi” del 2014, il 7,1% ragazze e il 4,6% dei maschi, in media il 5,9% degli 11-17enni, che usano cellulare e Internet ha denunciato di avere subito ripetutamente atti vessatori tramite sms, mail, chat o social network.

Sul territorio regionale sono 230.000 i giovani che conoscono amici vittime di bullismo e 71.000 i ragazzi tra i 15 e i 24 anni che ne sono state vittime: questi i dati di una recente ricerca svolta dal gruppo di lavoro «Semi di melo» in collaborazione con l’Università Bicocca. Regione Lombardia ha da gennaio 2017 una legge contro bullismo e cyberbullismo, con l’obiettivo di monitorare e contrastare i fenomeni di bullismo e cyber bullismo in tutte le sue forme (bullismo telematico, realizzazione e diffusione online di video e immagini, molestie all’interno di chat-room, blog o forum, web-reputation, bullismo a sfondo sessuale).

ATS Città Metropolitana di Milano ha svolto nel 2016 un’indagine su “Cyberbullismo e dintorni”, a margine di corsi formativi, cui hanno partecipato 750 medici e pediatri di famiglia dei territori di Milano città, Rhodense e e Ovest Milanese, ha valutato le conoscenze e i bisogni informativi e formativi dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia. 

Sui circa 600 questionari restituiti, circa il 95 % dei medici presenti dichiara il bisogno d’interventi formativi e/o informativi in merito a cyberbullismo, sexting e uso di droghe e anche se in misura lievemente minore (87%) in merito all’uso corretto del cellulare.  1 medico su 3 non è a conoscenza della rilevanza penale della condivisione di foto di minorenni su whatsapp o sulla condivisione di uno spinello tra minorenni. Negli ultimi sei mesi i medici hanno ricevuto 643 richieste d’aiuto in merito a cyberbullismo, uso di cellulare e droghe. Da segnalare che la metà ha a che fare con l’assunzione di sostanze stupefacenti. 

Per favorire la fortificazione e lo sviluppo di fattori di protezione in preadolescenza e promuovere stili di vita sani è necessario evitare che i fenomeni lesivi sopra accennati possano proliferare in assenza di una adeguata conoscenza da parte degli operatori sanitari, che debbono piuttosto essere messi nelle condizioni di poter intervenire anche e soprattutto in termini preventivi. 

Nell’ottica di coinvolgere in questa rete anche i medici di famiglia, ATS Città Metropolitana di Milano, in collaborazione con i centri regionali identificati, tra cui il Centro Nazionale per la Prevenzione e il contrasto al cyberbullismo presso la Casa Pediatrica dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, svilupperà nel corso dell’anno momenti formativi specifici per i medici e diffonderà materiale informativo per i genitori e per i ragazzi. 



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