30 marzo 2026 - Giornata Internazionale dei Rifiuti Zero

Ultima modifica: 27/03/2026 alle 16:04
rifiuti tessili

Il 30 marzo si celebra la Giornata internazionale dei rifiuti zero. Lo scopo è sensibilizzare in merito all'importanza di gestire i rifiuti in modo responsabile e incoraggiare il consumo e la produzione sostenibili.

La giornata di quest'anno si concentra sullo spreco alimentare. Si stima che sia responsabile fino al 10% delle emissioni globali di gas serra (GHG) rappresentando pertanto una grave minaccia per il clima e l'ambiente. Ridurre lo spreco alimentare è una delle principali soluzioni per contrastare il cambiamento climatico.

L’inquinamento da rifiuti

L’inquinamento da rifiuti minaccia la salute umana e aggrava i cambiamenti climatici, la crisi della natura e della biodiversità, l’inquinamento dell’aria, del suolo, dell’acqua. Ogni anno l'umanità genera tra 2,1 e 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani, dagli imballaggi all'elettronica, dalla plastica ai tessuti e agli alimenti.

Raggiungere l'obiettivo zero rifiuti richiede il contributo attivo dei governi, dell'industria e dei consumatori.

Alcune fonti di produzione dei rifiuti

Tra le maggiori fonti di produzione di rifiuti - oltre allo spreco alimentare - e di inquinamento ritroviamo i rifiuti tessili, in particolare quelli prodotti dal fast fashion, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – RAEE, le materie plastiche.

  • L'industria della moda è uno dei settori più inquinanti, produce quantità significative di gas serra, consuma enormi quantità d'acqua e utilizza sostanze chimiche, molte delle quali dannose per la salute umana e per gli ecosistemi. Contribuisce all’inquinamento da microplastiche. Gli abiti sono prodotti e scartati a un ritmo senza precedenti, mossi da modelli di business che privilegiano la velocità e l’usa e getta, e sono spesso eliminati dopo essere stati indossati solo poche volte. Raddoppiare la durata di vita degli indumenti potrebbe ridurre di molto le emissioni di gas serra.
  • In natura la plastica non esiste ma ne siamo sempre più esposti continuando a produrla ed utilizzarla in ogni settore industriale/commerciale, e quindi nella vita quotidiana. La produzione di plastica, cresciuta esponenzialmente dagli anni '60, è causa di grave inquinamento e, una volta introdotta nell’ambiente, vi permane per diversi secoli prima di essere degradata. Studi recenti hanno identificato oltre 16.000 sostanze chimiche associate alla plastica; di queste molte possono avere effetti negativi sull’ambiente, sulle catene trofiche e quindi sulla salute umana. La plastica dispersa nell’ambiente è soggetta a processi chimico/fisici di degrado capaci di deteriorarne la struttura e causare la formazione piccoli frammenti, quali microplastiche e le nanoplastiche (di alcuni ordini di grandezza più piccoli rispetto alle prime). Queste particelle sono diffuse nell’ambiente e lo inquinano, contaminando l’acqua, l'aria, il suolo. Recenti ricerche ne hanno dimostrato la presenza nel corpo umano. La plastica impatta quindi gravemente sull’ambiente e alimenta la crisi climatica.
  • La produzione mondiale di rifiuti elettronici sta aumentando a un ritmo cinque volte superiore rispetto alle rispettive quantità riciclate, secondo quanto emerge dal Rapporto globale sui rifiuti elettronici (GEM) delle Nazioni Unite. Nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici: un valore record.
    Usiamo i dispositivi digitali e la rete Internet nel modo migliore. L’Intelligenza Artificiale (IA) consuma enormi quantità di energia e di acqua, utilizziamola con responsabilità ricorrendo, quando possibile ad alternative meno energivore. Qui puoi trovare altre informazioni.

Scegliamo uno stile di vita più sostenibile.

Insieme contribuiamo a ridurre il consumo di risorse naturali, a ridurre l'impatto ambientale e promuoviamo la circolarità.

Come possiamo fare? I modi sono molti…possiamo

  • RIFIUTARE e resistere al marketing: dire di no, implica orientarsi verso stili di vita ecocompatibili, modificando i paradigmi imposti da modelli di consumo non sostenibili. Ciò può essere attuato, ad esempio, rinunciando all’utilizzo di servizi superflui, scegliendo di acquistare meno e orientandosi verso prodotti di mercato alternativi, meno inquinanti (ad esempio frutta e verdura locali, da agricoltura biologica, l’uso del vetro invece della plastica, il consumo di acqua potabile del rubinetto, la scelta di tessuti in fibre naturali, l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale come la bicicletta o del trasporto pubblico collettivo, ecc.). Promuovere la transizione verso modelli economici/di consumo di tipo “circolare”, che incentivano ad un’estensione del ciclo di vita dei prodotti, limitandone la sostituzione, se ancora in buono stato e funzionanti e ricorrendo alla loro riparazione/recupero.
  • RIUTILIZZARE: un prodotto, un oggetto, che si possa ancora usare per lo stesso scopo per cui è stato realizzato. Si può applicare a prodotti di seconda mano ma ancora funzionanti e in buono stato, a cui è possibile fornire una “seconda vita”. Valutiamo anche la possibilità di riparare i nostri oggetti, i RAEE, gli indumenti e i tessuti di casa.
  • RIDURRE: implica riconsiderare i bisogni di ciascuno, trovando la modalità più sostenibile per soddisfarli, in un’ottica di tutela del pianeta e, conseguentemente, della salute umana, mediante un approccio olistico di tipo “One Health”. Riduciamo gli sprechi. Acquistiamo consapevolmente ciò che serve, riducendo il superfluo. Limitiamo il più possibile l’utilizzo di oggetti usa e getta (posate monouso, bottiglie, bicchieri, ecc.) e l’acquisto di prodotti con imballaggi.
  • RICICLARE: facciamo la raccolta differenziata corretta, seguiamo le indicazioni del nostro Comune e scegliamo di essere scrupolosi.
    Nei Comuni sono presenti Isole ecologiche dove è possibile portare rifiuti differenziati per lo smaltimento corretto (RAEE, plastica, carta, ingombranti, ecc.). Non gettare o abbandonare i rifiuti per la strada o negli spazi verdi.

Proteggiamo la nostra salute e quella del pianeta: fai parte anche tu di coloro che scelgono uno stile di vita sempre più sostenibile. La salute della natura e del pianeta è collegata alle nostre azioni: il miglior rifiuto è quello che non produciamo.