Il progetto, coordinato da IRCCS MultiMedica e realizzato insieme a IEO e ATS della Città Metropolitana di Milano, nasce da una domanda concreta: l’inquinamento atmosferico può influenzare le caratteristiche del tumore del polmone, la sua evoluzione e la risposta alle cure, in particolare all’immunoterapia?
Il progetto parte da un punto fermo: il fumo di tabacco rimane il principale fattore di rischio per il tumore del polmone. L’obiettivo non è quindi sostituire o ridimensionare il ruolo del fumo, ma comprendere se l’esposizione prolungata a polveri sottili e biossido di azoto possa rappresentare un fattore aggiuntivo o un modificatore d’effetto, capace di interagire con il fumo e con altri fattori individuali, influenzando il tipo di tumore, il microambiente immunitario, la progressione della malattia e l’efficacia dei trattamenti.
MultiMedica coordinerà il progetto e seguirà gli aspetti clinici, patologici e biologici dei pazienti, mentre IEO approfondirà i meccanismi cellulari e molecolari attraverso tecnologie avanzate e modelli sperimentali.
ATS Milano avrà un ruolo fondamentale nel collegare le informazioni cliniche e biologiche alla storia delle persone e al territorio in cui vivono. Attraverso il Registro Tumori e le banche dati sanitarie, ATS identificherà i pazienti con tumore del polmone e ricostruirà i loro percorsi diagnostici e terapeutici, gli esiti della malattia e la storia residenziale. Mediante modelli ambientali ad alta risoluzione, stimerà inoltre l’esposizione individuale nel tempo a PM₂,₅, PM₁₀ e biossido di azoto.
Nelle analisi epidemiologiche ATS terrà conto del fumo, dell’età, del sesso e degli altri possibili fattori confondenti, confrontando anche fumatori e non fumatori. Questo passaggio sarà essenziale per distinguere, per quanto possibile, il ruolo dell’inquinamento da quello del tabacco e per verificare se gli effetti dell’esposizione ambientale cambino in relazione all’abitudine al fumo.
L’obiettivo finale è trasformare i risultati della ricerca in informazioni utili per i cittadini e per il Servizio sanitario: individuare i gruppi più vulnerabili, migliorare la sorveglianza e la prevenzione e contribuire allo sviluppo di cure sempre più efficaci.