Milano, 19 giugno 2026 – ATS Città Metropolitana di Milano ha avviato il Piano Caldo 2026, il modello organizzativo locale per la prevenzione e la gestione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, come i 464.331 cittadini over 75 residenti nella Città Metropolitana di Milano e in Provincia di Lodi.
ATS opera su un territorio che comprende 193 Comuni e una popolazione assistita di oltre 3,5 milioni di persone. Il Piano, sviluppato in collaborazione con le ASST di riferimento, i Comuni, gli enti del Terzo Settore e la Protezione Civile, integra indicazioni nazionali, regionali e locali attraverso procedure operative e strumenti di monitoraggio condivisi.
«Dietro ogni numero - spiega Silvano Casazza, Direttore Generale di ATS Città Metropolitana di Milano - ci sono persone, famiglie e situazioni di fragilità che richiedono attenzione e vicinanza. Con il Piano Caldo 2026 vogliamo essere presenti accanto ai cittadini più esposti agli effetti delle ondate di calore, rafforzando il lavoro di rete tra servizi sanitari, Comuni e Terzo Settore. La tutela della salute passa anche dalla capacità di prendersi cura delle persone nei momenti di maggiore vulnerabilità».
Con il coordinamento di ATS, le ASST del territorio hanno definito specifici modelli organizzativi per affrontare le emergenze legate alle ondate di calore, individuando referenti dedicati, gruppi operativi e procedure condivise di intervento. Nell'ambito del percorso di pianificazione coordinato da ATS, ciascuna ASST ha identificato ruoli e responsabilità a livello ospedaliero e territoriale, definendo i percorsi di attivazione e le modalità di gestione delle segnalazioni nei periodi di maggiore criticità. Il Piano valorizza la rete capillare del Servizio Sanitario Regionale, puntando sui Distretti e valorizzando il ruolo di strutture di raccordo tra ospedale e territorio delle Centrali Operative Territoriali, per garantire una risposta coordinata e tempestiva. Un assetto organizzativo che permette di coordinare le risposte previste in caso di emergenza caldo, modulando gli interventi in relazione alle caratteristiche del territorio e della popolazione di riferimento.
La popolazione fragile
Il Piano si rivolge principalmente ai cittadini anziani, a quelli fragili e a chi lavora all’aperto. Tra queste categorie, ATS è riuscita a mappare gli over 75 del proprio territorio non ospitati in RSA: sono 464.331 su una popolazione assistita complessiva di 3.566.480 persone. ATS Milano ha stratificato questi cittadini anziani in quattro livelli di rischio per indirizzare gli interventi verso le situazioni di maggiore vulnerabilità sanitaria e sociale: rischio basale (16,8%), intermedio (34,8%), alto (38,4%) e molto alto (10%).
Come funziona il sistema di allerta
Per garantire una risposta tempestiva alle ondate di calore, ATS adotta un modello integrato di monitoraggio climatico-sanitario basato su due sistemi di allerta complementari.
Per la città di Milano è attivo il sistema nazionale Heat Health Watch Warning System (HHWW) del Ministero della Salute, operativo dal 15 maggio al 15 settembre. Per il restante territorio metropolitano viene utilizzato il bollettino "Humidex – Disagio da calore" emesso quotidianamente da ARPA Lombardia dal 1° giugno al 15 settembre.
Il Centro Locale di riferimento di ATS assicura la trasmissione giornaliera dei bollettini a oltre 1.500 contatti istituzionali, tra Comuni, strutture ospedaliere, RSA, enti del Terzo Settore e altri soggetti. In presenza di condizioni di rischio elevato e persistente, vengono attivate specifiche procedure di coordinamento e monitoraggio.
Le azioni del Piano Caldo 2026
Tutte le ASST del territorio hanno attivato modelli organizzativi dedicati e sistemi di sorveglianza dei soggetti fragili. Tra le principali azioni previste:
• diffusione quotidiana dei bollettini e campagne informative rivolte alla popolazione, agli operatori sanitari e alle strutture territoriali;
• attivazione di percorsi dedicati nei Pronto Soccorso, con l'introduzione del "codice calore" in molte realtà;
• rafforzamento della rete territoriale attraverso il coinvolgimento delle Centrali Operative Territoriali (COT), dei Punti Unici d'Accesso (PUA), delle Case di Comunità, degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFEC) e degli enti gestori dell'assistenza domiciliare;
• monitoraggio e presa in carico dei soggetti fragili, con interventi di supporto domiciliare e collaborazione tra IFEC, Medici di Medicina Generale (MMG), Comuni e servizi sociali;
• condivisione delle informazioni sui cittadini fragili già seguiti dai servizi comunali, in collaborazione con il Comune di Milano e previo consenso informato;
• azioni di prevenzione del rischio da stress termico nei luoghi di lavoro, in particolare nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia, attraverso attività informative e controlli dedicati;
• tutela degli animali da allevamento mediante verifiche sul corretto funzionamento degli impianti di ventilazione, raffrescamento e dei sistemi di allarme negli allevamenti intensivi.
Tutte le informazioni sul Piano Caldo sono disponibili nella sezione dedicata del sito di ATS.