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  Screening del tumore del collo dell'utero

 

Il miglioramento della situazione epidemica ha reso possibile la decisione di riprendere l’attività di screening, anche se con modalità differenti rispetto al passato. Infatti, è necessario attuare importanti misure di prevenzione e contenimento per garantire la sicurezza degli utenti e degli operatori.
Lo screening del tumore del collo dell’utero è ripartito nella provincia di Lodi. Gli appuntamenti al momento sono gestiti tramite telefonate. A breve ripartiranno gli inviti tramite lettera con tutte le indicazioni per accedere al servizio.
Nei restanti territori di ATS Milano città Metropolitana sono tornate operative le precedenti procedure, è possibile eseguire il PAP - Test rivolgendosi ai Consultori Familiari o direttamente al proprio Medico di Medicina Generale.

1. Rischio di contrarre il COVID19 se vado a fare il Pap Test?

Il Pap Test viene eseguito seguendo le indicazioni e rispettando tutte le misure di sicurezza per evitare la diffusione del virus. Il percorso di screening prevede quindi un maggior distanziamento tra gli appuntamenti, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, la verifica dei sintomi negli utenti, la sanificazione dei locali.

Lo screening del tumore al collo dell'utero si avvale del PAP -Test, un esame indolore che consente la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero.                                         
Si tratta di un prelievo di alcune cellule del collo dell’utero, eseguito da un’ostetrica con un bastoncino cotonato. La fascia di età prevista è 25-64 anni.
Attualmente L’ATS Milano Città Metropolitana propone questo screening solo nel territorio di Lodi: le donne di età 25-64 anni sono invitate a fare l’esame ogni 3 anni con una lettera che arriva direttamente a casa. Se si desidera spostare l’appuntamento è sufficiente una semplice telefonata al numero verde del territorio di Lodi.  

Per le donne (25-64 aa.) dei restanti territori di ATS Milano città Metropolitana è possibile eseguire il PAP -Test rivolgendosi ai Consultori Familiari o direttamente al proprio Medico di Medicina Generale. 

 

ATTENZIONE: per accedere ai Consultori Familiari è necessaria l’impegnativa del proprio medico curante con il codice di esenzione D02.






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